Un logo deve funzionare in bianco e nero?

I designer che si occupano della progettazione di loghi, nel tempo, hanno sempre saputo che un logo deve funzionare in bianco e nero per essere efficace. Se non funziona in bianco e nero, non funziona al cento per cento. Ma è proprio così?

Questo articolo vuole essere una risposta completa ed esaustiva alla domanda: un logo deve funzionare in bianco e nero per essere un buon logo?

Risposta breve: no, non per forza. Però dipende dal logo, dal contesto e da un po’ di altre cose.

La risposta lunga è, ovviamente, il resto dell’articolo in cui ti andrò a parlare di quando un logo deve o non deve funzionare per forza in bianco e nero e di come si fa a farlo funzionare. Quali accorgimenti si usano per rendere un logo efficace anche nella versione monocromatica? E il nuovo logo di Instagram allora? E le sfumature?

Un logo ha bisogno di funzionare in bianco e nero per essere efficace?

Il motivo principale per cui l’efficacia di un logo in bianco e nero è sempre stata considerata fondamentale in fase progettuale è semplicemente perché fino a non moltissimi anni fa i costi di stampa di molti colori erano eccessivi.

Stampare un logo colorato su ogni busta da lettera, su ogni etichetta, carta intestata o biglietto da visita, comportava dei costi eccessivi per qualsiasi azienda. I loghi venivano quindi preferibilmente stampati sempre in bianco e nero, così da risparmiare inchiostro e quindi soldi.

Un logo che non funzionava in bianco e nero, quindi, non funzionava nella maggior parte della applicazioni che venivano fatte di quello stesso logo!

Il logo di Apple negli anni ’80 è la dimostrazione (e al tempo stesso l’eccezione) di ciò. Il logo era la famosa mela che conosciamo oggi ma non nel colore “grigio tecnologia” che conosciamo, bensì con i colori arcobaleno.

apple_logo_rainbow-wallpaper-960x600Era infatti noto tra i designer per essere “il logo più costoso di sempre” perché veniva stampato ovunque con tutti i colori, finendo per spendere parecchi soldi. Il motivo era perché si voleva “ostentare” la ricchezza, l’alta qualità. Un logo stampato a colori era raro e quindi trasmetteva l’idea di ricercatezza.

Negli ultimi 10/20 il graphic design, però, è diventato sempre più digitale e sempre meno cartaceo.

Non viviamo più in un mondo dominato dalla carta ma dagli schermi.

Consumiamo informazioni e immagini non più attraverso riviste, pagine e fogli ma attraverso cellulari e computer.

Questo, assieme al fatto che i costi di stampa a colori si sono, nel tempo, estremamente ridotti, ha comportato un graduale ma importante abbandono di quel dogma del logo in bianco e nero.

Assieme a questo è crollato negli ultimi anni un altro famoso dogma del logo design: quello di evitare a tutti i costi le sfumature.

Loghi come quello del recente (2016) rebranding di Instagram ne sono un esempio lampante.

Questo nuovo logo di Instagram, a colori, al di là dei gusti personali, funziona con quella sfumatura al suo interno, che tanto ha fatto rabbrividere i logo designer di vecchia data, perché funziona all’interno degli strumenti in cui quel logo viene utilizzato.

Mi spiego meglio. Il logo di Instagram si vede nel 99,99 per cento dei casi all’interno di uno schermo (quasi sempre di cellulare) e non viene praticamente mai stampato.

All’interno di uno schermo una sfumatura dà problemi? No.
Crea brutti effetti come se stampato in bianco e nero? No.
Quindi, il logo di Instagram, per l’utilizzo che ne viene fatto, può andar bene anche se non riproducibile in bianco e nero? Assolutamente sì!

Questo però non vuol dire che un logo colorato o con sfumatura non debba anche avere una variante monocromatica, come vedremo più avanti in questo articolo.

Ma quindi “Inizia sempre dal bianco e nero” è un consiglio ancora valido?

Quello di iniziare sempre a progettare un logo in bianco e nero , nonostante quel che ho scritto finora, è comunque un consiglio fondamentale.

Il fatto che non ci sia più necessità che un logo funzioni sempre e per forza in bianco e nero, non implica che il progettarlo a partire da quel punto non sia utile per il designer.

Che dici, mi sono spiegato malissimo?

Ok, allora proviamo a riformulare il concetto. Il consiglio “inizia sempre a progettare in bianco e nero” non vuol dire “il logo DEVE funzionare per forza in bianco e nero” è semplicemente un consiglio che aiuta a migliorare la tua fase progettuale!

“Lavorando solo in bianco e nero potrai concentrarti sulla progettazione e, allo stesso tempo, anche il cliente non verrà distratto da preferenze di colore. Nella prima parte della fase creativa bisogna far si che anche il cliente sia concentrato solo sull’idea e sulla forma. Solo successivamente si arriverà a parlare di colori e di tutto quello che ne consegue.”

Riassumendo: il consiglio è ancora valido per questioni progettuali ma, come abbiamo visto nei paragrafi precedenti, non è più un “dogma” della grafica.

Quando c’è necessità che un logo funzioni in bianco e nero

Nonostante ormai viviamo in un epoca di schermi digitali super performanti, esistono ancora numerose occasioni e situazioni in cui è utile, se non necessario, utilizzare un logo in bianco e nero (o comunque monocolore).

Andiamo a vedere alcuni esempi di quando serve che un logo funzioni in una versione monocromatica.

Quando si stampa su quotidiani o alcuni libri

Il primo caso da considerare è quello classico, il principale per cui fino a pochi anni fa c’era necessità che i loghi fossero stampabili in bianco e nero: tutto si stampava in bianco e nero.

Ancora oggi, se si ha a che fare con un logo frequentemente stampato su quotidiani, riviste o libri stampati in bianco e nero, bisogna progettare un logo che funzioni bene in quel modo oppure una sua variante.

Certo, la maggior parte dei loghi che vengono oggi creati non verranno mai stampati su quotidiani in bianco e nero in modo diretto ma considera che quel logo può essere concesso a compagnie o eventi terzi che useranno quel logo nel modo che riterranno valido. Quindi, prevedere un logo funzionale in bianco e nero è sempre importante.

logo bianco e nero giornale
Quando si fanno vetrofanie

Questo è un altro caso al limite. Quando si stampa su vetro, magari con la tecnica che in inglese viene chiamata “Frosted vinyl”, si ha necessità di un logo che funzioni bene se stampato (solitamente) in bianco o perlomeno in una variante monocromatica.

Un logo che non funziona in un solo colore non permette una buona applicazione di questa tecnica.

Quando si stampa su scontrini e ricevute

Quando un logo necessita di essere stampato spesso su scontrini e ricevute, dovrà per forza di cose funzionare bene nella sua versione in bianco e nero per essere leggibile e comprensibile.

Prendi ad esempio un logo progettato per un negozio di abbigliamento, quel negozio vorrà sicuramente veder stampato il proprio logo su ogni scontrino di ogni paio di jeans o maglietta venduti, non credi?

Deve quindi funzionare in bianco e nero (o, ripeto, avere una variante monocromatica ben leggibile).

logo su uno scontrinoQuando si incide o si fa stampa in rilievo

E questo è, probabilmente, il caso da cui proprio non si scappa in nessun modo.

Se il logo da progettare è destinato ad essere spesso inciso con laser in superfici come legno, metallo o altro, oppure ad essere stampato in rilievo, allora deve per forza funzionare bene in un solo colore.

Non solo, deve essere estremamente ben leggibile!

Quando si usa la versione bianca (o colorata) su foto o video (watermark)

Ultimo caso è quello in cui si ha bisogna di utilizzare un logo da apporre sopra un video o un’immagine, quello che in inglese viene chiamato watermark e serve anche, ad esempio, a tutelare il copyright di un’immagine.

Ecco, questo è un caso in cui avere un logo che funziona bene in bianco è davvero utile.

NOTA: ho messo lo screenshot di questa pubblicità perché, semplicemente, mi piace e mostra quello che ho spiegato. Nessuna pubblicità occulta o coinvolgimento.

Insomma, sono molti i casi in cui è necessario far si che un logo funzioni anche in versione monocromatica e non per forza si tratta di casi relativi al mondo della stampa ma anche nel mondo digitale.

Andiamo quindi a capire quali tecniche e quali accorgimenti si possono sfruttare per far si che un logo funzioni in bianco e nero.

 

Come far funzionare un logo in bianco e nero

Ok, abbiamo visto come non sia sempre necessario farlo ma abbiamo visto anche quando invece è molto meglio avere un logo che si presta ad essere utilizzato in bianco e nero. Abbiamo visto con l’ultimo dei casi nel paragrafo precedente come anche nel mondo digitale sia importante avere un logo che ben si presta all’utilizzo monocromatico.

Quindi quali strategie bisogna adottare per far funzionare un logo in bianco e nero?

La prima, ovvia, è quella di iniziare a progettare in bianco e nero e fin qui ci siamo.

Ma non sempre i loghi (pur partendo da una progettazione semplice) risultano utilizzati nella loro versione monocromatica. Esistono infatti uno svariato numero di loghi che al loro interno presentano sfumature o accostamenti di colori che, per forza di cose, non possono essere resi in un solo colore.

loghi colorati

I due loghi che ho inserito in questa immagine qui sopra sono emblematici delle 2 diverse soluzioni che si possono applicare quando si affronta un problema di questo tipo.

  • Soluzione 1: si cambia logo (rebranding)
  • Soluzione 2: si crea una variante monocromatica del logo

Soluzione 1 – il caso MSN e Windows: rebranding del logo

Fino a pochi anni fa sia MSN che Windows (entrambi marchi di Microsoft), avevano 2 loghi coloratissimi. Quello di MSN in particolare presentava sfumature complicate e difficilissime da tradurre in un logo in bianco e nero se non perdendo il 90% dell’efficacia del logo stesso.

La loro efficacia è stata comunque tutelata per anni per il semplice fatto che sono entrambi loghi che vengono visualizzati principalmente su schermi, ovviamente.

I designer di Microsoft, però, negli ultimi anni hanno comunque deciso di fare un restyle a 360 gradi di tutta la grafica (il cosiddetto Metro Style) e di tutti i loghi, come si vede da questa immagine:

bing rebrand windows rebrand msn rebrand
Hanno quindi risolto il problema del logo colorato creando un nuovo logo più semplice e chiaro e facilmente applicabile su qualsiasi immagine e su qualsiasi superficie.

Non è però l’unica soluzione.

Soluzione 2 – il caso Instagram (e moltissimi altri): creare una variante del logo

Questa è la soluzione che mi piace di più, quella di creare una variante in bianco e nero di un logo colorato, potendo così cogliere tutti i vantaggi di entrambe le situazioni.

Il logo colorato potrà infatti avere i vantaggi derivanti dall’utilizzo di molti colori (come il trasmettere dinamismo, originalità, creatività, ecc) e allo stesso tempo, il fatto che ne esiste una variante monocromatica lo rende anche adatto in tutti quei casi che ti ho detto prima.

Una delle polemiche che ci sono state al momento della presentazione del nuovo logo di Instagram è stata la presenza di una forte e distintiva sfumatura al suo interno.

La risposta dei designer Instagram e tutti quei designer che commentavano la cosa stizziti?

Chissene!

Il logo con la sfumatura verrà usato nel 99% dei casi e quando non sarà così, ne esiste una variante adatta ad essere usata in bianco e nero:

instagram logo bianco e neroSe progetti un logo, devi sempre tenere conto dei vari utilizzi cromatici che avrà. Devi progettare perché sia adatto sia a colori che in bianco e nero.

Ovvio, questo solamente se vuoi che sia un logo completo e funzionale.

Un esempio:

Logo finto grafigataUn logo di questo tipo può essere assolutamente efficace secondo i nuovi standard del graphic design digitale e far contento il cliente ma, una volta che ci si troverà nelle situazioni di cui sopra, siamo sicuri che il risultato sarà lo stesso?

Logo finto grafigata bn
Bisogna quindi prevedere una sua possibile variante, come potrebbe essere questa:

Logo finto grafigata bn okConclusioni

Nel giro di pochi anni, grazie a sviluppi tecnologici, il mondo del logo design è radicalmente cambiato, sono crollati alcuni dogmi e stiamo vivendo una nuova era nella storia della grafica .

La funzionalità di un logo in bianco e nero potra non essere più il dogma assoluto nel mondo del logo design ma è ancora un elemento discriminante nel valutare l’effettiva qualità del logo.

Le sfumature nei loghi non sono più considerate come un tragico errore da principiante ma, allo stesso tempo bisogna stare attenti all’abusarne.

Un logo deve essere semplice, versatile e funzionale all’utilizzo!